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giovedì 10 novembre 2016

Robbie Williams parla della pace ritrovata


All'inizio della sua carriera artistica, Robbie Williams avrebbe voluto fare della musica stile Radiohead ma oggi, dopo 70 milioni di dischi, 18 Brit awards e il recentissimo riconoscimento come Brits Music Icon, Robbie Williams ha fatto pace con sè stesso: "Quello che faccio io non lo fa nessuno - rivendica l'ex Take That - con i miei show voglio intrattenere, tanto che sul mio passaporto non c'è scritto artista o cantante, ma entertainer".


Non è un caso che il suo nuovo lavoro discografico si chiami proprio 'Heavy entertainment show' e che con il suo pop orgogliosamente commerciale, fatto di belle melodie e ritornelli che si stampano in testa, sia indirizzato a tutti: "Qualsiasi cosa si pensi di Trump e Putin è un bene che le due parti del pianeta si parlino, spero che la presidenza di Trump passi alla storia per questo. Se poi - scherza - vogliono qualcuno che li intrattenga un po' sarò felice di fare 'Party like a russian' per entrambi". Nell'album appaiono collaborazioni prestigiose come quelle con John Grant, Rufus Wainwright e Guy Chambers.


«Ho trovato i farmaci giusti! Ma anche mia moglie e i miei figli mi hanno aiutato. Ho una personalità dipendente, vivo tutto al massimo. Oggi sto cercando di indirizzare questa mia disfunzione in positivo: voglio essere un buon marito “al massimo”, un buon padre “al massimo”. Prima c’era solo il mega successo e non mi rendeva felice. Avere una famiglia dà un senso alle cose. Non so come starò domani, ma posso dire che oggi sto molto bene».

fonti: Ansa e VanityFair